Per Reverse, il bilancio sociale non è mai stato un semplice adempimento formale. È piuttosto un momento di pausa consapevole, uno spazio di riflessione collettiva che ogni anno ci permette di rileggere il cammino fatto, osservare con attenzione i processi messi in atto e costruire con maggiore lucidità le traiettorie future. Redigere il bilancio sociale significa fermarsi, guardare indietro e, allo stesso tempo, mettere a fuoco ciò che vogliamo diventare.
Dal 2013 a oggi abbiamo redatto dodici bilanci sociali. Dodici racconti che tracciano l’evoluzione di Reverse Impresa Sociale, nata il 1° febbraio 2013 come associazione culturale impresa sociale e trasformata, il 20 settembre 2019, in Reverse Cooperativa Sociale Impresa Sociale, cooperativa di tipo B. Una trasformazione che riflette la crescita dell’organizzazione e, soprattutto, la centralità assunta nel tempo dall’attività di inserimento lavorativo di persone svantaggiate, in particolare detenuti.
Dal 2016, infatti, Reverse è responsabile del laboratorio di falegnameria artigianale all’interno della Casa Circondariale di Montorio, a Verona. Un luogo di lavoro, ma anche di formazione, responsabilità e possibilità. Raccontare questa esperienza nel bilancio sociale significa dare voce ai percorsi, alle competenze acquisite, alle relazioni costruite nel tempo. Significa mostrare il “dietro le quinte” dei progetti, il nostro come: come nascono le idee, con chi vengono realizzate, quali impatti generano.
Ogni bilancio sociale ci ha aiutato a individuare una parola simbolo capace di rappresentare l’anno appena trascorso. Un esercizio che ci consente di leggere l’andamento complessivo dell’organizzazione non solo attraverso i numeri, ma anche attraverso i significati, le sfide affrontate, i cambiamenti vissuti. In questo senso, il bilancio sociale diventa uno strumento narrativo e strategico allo stesso tempo.
Reverse opera nell’ambito della tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, progettando e realizzando sistemi di allestimento, elementi di arredo e oggetti di design in chiave eco-sostenibile. Utilizza tecniche di lavorazione artigianali a basso impatto ambientale, legno proveniente da filiere controllate e materiali di recupero, con l’obiettivo di ridurre creativamente ciò che altrimenti diventerebbe rifiuto. Anche questo impegno trova spazio nel bilancio sociale, che permette di misurare e raccontare l’impatto ambientale delle scelte produttive e di promuovere una cultura ecologica basata sul rispetto delle risorse.
Un capitolo centrale del bilancio è dedicato agli stakeholder: soci, dipendenti, persone coinvolte nei percorsi di inserimento lavorativo, clienti, fornitori, collaboratori, sostenitori, istituzioni. Reverse è sostenuta dalle Fondazioni del territorio per le attività di economia carceraria e per lo sviluppo di progetti di innovazione sociale. Lavora in rete con le istituzioni locali per collaborare a iniziative utili alla comunità ed il bilancio sociale è lo strumento che restituisce valore a queste relazioni, rendendole visibili e riconoscibili.
Non mancano poi l’analisi delle attività svolte, degli obiettivi raggiunti e degli impatti generati, un focus sui dieci anni di presenza di Reverse in carcere, l’elenco dei progetti che hanno segnato l’anno e, infine, i risultati economici. Perché la sostenibilità sociale e ambientale passa anche dalla solidità economica e soprattutto dalla trasparenza.
In definitiva, il bilancio sociale è per Reverse un atto di responsabilità e di apertura. Un modo per condividere una visione d’insieme con chi ha visto solo una parte del quadro e offrire a tutti la possibilità di coglierne il senso completo. Un racconto corale che parla di lavoro, persone, ambiente e futuro.
Nella sezione download del sito è sempre scaricabile l’ultimo bilancio sociale approvato: https://www.reverse.design/wp-content/uploads/2025/07/Bilancio-sociale-2024_compressed.pdf








